La stupidità e la pazzia (in senso negativo questa volta) dell'Inter sembravano un lontano ricordo: sembravano lontani i tempi delle conferenze stampa di Moratti sui marciapiedi della Saras o dei Forlan presi per la Champions League che non potevano giocare, ma in questi ultimi mesi sembra che ci sia stato dato il conto non pagato di questi anni piuttosto tranquilli. Tralasciando la vicenda Curva-Icardi o l'addio di Mancini ad Agosto, l'evento che mi ha spinto a scrivere quest'articolo in maniera per l'appunto irrazionale è stato il modo in cui De Boer è stato trattato dalla società e dai giocatori. Perchè Frank De Boer non è stato esonerato solamente per i cattivi risultati conseguiti, ma è stato esonerato dai suoi stessi giocatori e da una società che lo ha lasciato e lo vedeva già esonerato da qualche settimana.
Iniziamo dalla società, una società che in soli tre mesi ha dimostrato tutte le sue debolezze e dove in particolare un personaggio si è distinto per inadeguatezza e incompetenza e costui è il vicepresidente Javier Zanetti. Non fraintendetemi, Zanetti è sicuramente il giocatore più importante per l'Inter degli ultimi quindici anni: eterno numero 4, capitano, simbolo e una tenacia che in pochi hanno, ma da dirigente è assolutamente inadeguato. Sembra quasi (o forse è) un fantoccio messo lì solamente per fare contento il tifoso medio interista e per fare la bella faccia con i tifosi (come sulla questione Curva/Icardi). Qui Zanetti doveva fare quello che qualunque dirigente avrebbe fatto: difendere De Boer, spegnere le voci e supportarlo, anziché seguire gli insegnamenti del patrigno Moratti che alimentava tutto ogni volta che parlava coi giornalisti. D'altronde, essere un gran calciatore non ti rende un gran dirigente e purtroppo per Javier, tra campo e scrivania vi è un abisso senza fine. Meglio però non si sono comportati gli altri membri della dirigenza che vedevano De Boer esonerato da settimane e invece di sostenerlo contro stampa e giocatori hanno solo pensato al dopo.
E proprio i giocatori sono stati coloro a decretare la fine del regno di De Boer a San Siro e proprio questo è stato l'evento che mi ha spinto a scrivere di getto questo articolo: cioè, di senatori che vanno in massa contro il proprio allenatore ce ne sono, ma il dramma è quando due dei calciatori anti-De Boer sono Kondogbia ed Eder. Il primo che si lamenta per la sostituzione col Bologna al 28' dopo che in quella partita aveva sbagliato pure i tocchi più semplici, mentre con Eder raggiungiamo l'apice del dramma perchè il signor Eder, dall'alto dei suoi due gol con la nostra maglia (uno in meno di Tommaso Rocchi), si permette di urlare nello spogliatoio dopo aver rifiutato la stretta di mano di un allenatore che gli aveva pure dato la sua chance da titolare. E in tutto ciò la società che fa? Multa i giocatori? Macché, premia tutti con l'esonero di un allenatore arrivato a una settimana dall'inizio del campionato e che ha fatto di tutto per limitare gli inevitabili danni.
In conclusione, vi offro le ultime parole di De Boer da nostro allenatore dopo la sconfitta con la Sampdoria di Domenica: "Io non posso giocare, sono loro a dover giocare. Devono essere orgogliosi di giocare all'Inter e dimostrare questo orgoglio". Potete avere l'opinione che volete su De Boer, ma ha capito più lui cosa vuol dire essere interista in due mesi che certi giocatori in anni. Chiunque sia il mister spero che costui riesca a imprimere questo spirito nella testa dei calciatori, sperando che non gli venga tagliata la testa prima... Nel frattempo c'è solo da dire grazie, Frank, sei semplicemente l'uomo giusto capitato nel posto più sbagliato possibile.

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